Come ho imparato l’inglese di nascosto

Leggo esclusivamente libri in inglese e tre volte a settimana dialogo, via Skype, con colleghi australiani.

È un sogno ricorrente. Nulla di vero. Puff!

L’inglese si impara, ce lo ripetono i pigri, solo emigrando. Ma è innegabile che andare all’estero con una infarinatura di inglese sia meglio che andare a digiuno.

Così mi sono costruito, in questi anni di passione, un percorso di apprendimento della lingua fatto di strumenti, abitudini e sogni a occhi aperti.

Individuare i tool di base

Assai remota l’era dei corsi in DVD, le app e il web sono l’abbondanza, la “Provvidenza”. Qui di seguito le app da me utilizzate contemporaneamente: sì, contemporaneamente, perché l’approccio è “bombardami da tutte le parti”. Ed è così che andrebbero utilizzate.

L’icona di Duolingo

La prima app è duolingo: per chi è alle prime armi è sicuramente uno strumento da sperimentale. Come quasi tutte le app recenti, segue il trend della gamification: utilizzandola troverai classifiche, percorsi obbligati, punteggi e altro. Il difetto di duolingo è che — per chi ha dimestichezza con l’inglese — dura poco, troppo poco. Io l’ho scaricata comunque e ho completato in breve tempo il percorso.

La seconda app molto utile è memrise: un percorso ad ostacoli abbastanza vario. Tantissimi livelli e una certa varietà negli esercizi. Il plus è la presenza di micro video di madrelingua che rendono l’apprendimento molto attuale.

La terza app è Mosalingua: semplice all’inizio del percorso, allucinante quando si raggiungono alti livelli. Funziona con il sistema delle flash card, e mette a dura prova la memoria. Il plus è che è spietata e richiede un’ autovalutazione. Si può barare, ma sarebbe da idioti.

Memrise, best app for me!

La quarta app è della BBC e si chiama BBC Learning English. All’interno c’è di tutto: podcast, dialoghi, dettatura, notizie. Un must per chi vuole apprendere l’inglese. A corollario ho scaricato anche TOEIC Listening: una serie di podcast a spron battuto con trascrizione.

Bombardato dall’inglese

Per non farmi mancare nulla, cerco sempre di leggere un libro in inglese. Utilizzo solo il Kindle perché ha una funzione eccellente chiamata word wise che aiuta nella traduzione direttamente nel testo, con delle brevi descrizioni. Inoltre l’ereader ha sempre un dizionario all’interno che evita la noia di fermarsi ogni secondo per cercare la parola.

Su Ted.com — e questa è un’altra attività corroborante— vedo spesso video con sottotitoli in italiano sforzandomi di comprendere l’audio.

Gli articoli tecnici, legati al mio settore, rappresentano probabilmente l’attività più semplice. E credo che sia così per chiunque ami il proprio mestiere. Ho cominciato proprio leggendo e ascoltando argomenti a me più vicini. Perché la curva d’attenzione è sempre molto alta e i vocaboli utilizzati sono quasi sempre gli stessi.

Infine, con il digitale terrestre, è possibile fare lo switch tra l’italiano e la lingua originale: ogni tanto provo e cerco di comprendere il senso dei dialoghi.

Prima di emigrare

Ripetizione: più si è circondati dalla lingua inglese, più è facile ricordare questo o quel concetto, questa o quella parola, questo o quel modo di dire.

Non più scuse

La rete: chi non ha tempo, non ha voglia.

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