Cosa ho imparato quest’anno

Quest’anno ho letto 6400 pagine che corrispondono a circa 32 libri (ho fatto una media di 200 pagine a libro). Ci sono lettori professionisti che hanno medie molto più alte, ma non è di questo che voglio parlare.

Può, invece, essere utile sapere come ho proceduto. Prima di tutto, ho stabilito i miei obiettivi.

Item #1: senza obiettivi, attaccati al tram

Senza obiettivi non si va da nessuna parte. Leggere, per il piacere di leggere non mi appartiene, anche perché ho accumulato una tale quantità di libri che non posso permettermi una lettura disordinata. Devo dare un senso ai soldi spesi in acquisti compulsivi. Il piacere resta, è ovvio. Ma è un piacere calcolato, che è ancora più piacevole.

Il Maestro in una scena epica

Dunque gli obiettivi scritti su carta ad inizio anno erano i seguenti:

  1. migliorare il mio maledetto inglese (parlato e letto)
  2. acquisire una competenza tecnica in più nel mio lavoro
  3. leggere più “classici” prima di morire

Il punto 3. è un punto standard che ho ogni anno, quindi lo considero un obiettivo perenne.

Per ognuno di questi punti ho adottato una serie di strategie che mi hanno facilitato il raggiungimento dello scopo.

Item #2: via i demolitori d’entusiasmo

Quando si ha a che fare con obiettivi così precisi è obbligatorio vivere in un contesto “potenziante”: tua moglie, il tuo collega di lavoro, il tuo amico può essere “potenziante” o “depotenziante”. Io e mia moglie siamo due animatori delle imprese altrui. Io carburo lei e lei carbura me. I miei colleghi di lavoro sono altrettanto voraci di conoscenza e ci scambiamo spesso su whatsapp articoli, video, citazioni dai libri. In alcuni casi facciamo anche degli speech dai libri che abbiamo letto, soprattutto quando ci capita di leggere argomenti che potrebbero interessare il team di lavoro.

Oronzo Canà con Crisantemo

Sono fortunato, penserà qualcuno di voi. Sì e no. Crearsi un proprio contesto sociale e di lavoro è anche merito nostro. Noi decidiamo di uscire la sera con l’amico rompimaroni che si lamenta e basta. Noi decidiamo di avallare argomenti futili durante una cena o altro e così via.

Item #3: gli strumenti giusti al posto giusto

Entriamo nel vivo e partiamo dal primo obiettivo: migliorare il mio maledetto inglese (parlato e letto).

L’attacco diretto è stato architettato su tre fronti: il primo fronte è stato l’utilizzo del mio e-reader Kindle. Il Kindle ha una funzione molto utile per chi desidera migliorare l’apprendimento delle lingue straniere: il word wise è una funzione che si attiva quando leggi libri in lingua. Su alcune parole, di solito quelle più difficili, compare una breve definizione appena sopra la parola (sempre in lingua inglese) che aiuta nella comprensione. Quindi non occorre avere il vocabolario alla mano.

Tutti vorremmo parlare inglese come Sloan parla italiano

Il secondo fronte è rappresentato dall’utilizzo di app sul mio smartphone. In ordine ho acquistato l’app MosaLingua, molto utile. Utilizza la tecnica delle flash card. Poi ho scaricato (questa volta gratis), l’app Duolingo. Ho terminato subito il percorso, però, perché l’app dà i rudimenti e il mio livello è leggermente superiore. Infine ho acquistato Memrise, forse l’app più interessante per il momento e sulla quale sto facendo affidamento. Non contento ho scaricato l’app della BBC per l’apprendimento dell’inglese: BBC Learning English e, infine, un’altra di reading, una sorta di audiobook per esercitarmi sull’apprendimento orale. Il terzo e ultimo fronte è rappresentato dalla lettura di articoli in lingua inglese: si trovano su Internet. Li stampo e li traduco in testa, senza scrivere. Ricapitolando, per il mio obiettivo primo, gli strumenti sono stati i seguenti:

  • kindle, libri in inglese
  • app su smartphone (mosalingua, duolingo, memrise, bbc learning english)
  • lettura articoli in inglese (stampati)

Per il secondo obiettivo, acquisire una competenza in più per il mio lavoro, sono stato più aggressivo. Di solito il primo step è leggere articoli o video tutorial gratuiti sull’argomento. Poi ho individuato il libro di riferimento è l’ho acquistato. Poi ho cominciato subito un progetto tecnico cercando di utilizzare al meglio la nuova competenza: mi aiuto con internet, con il libro acquistato e con ulteriori video tutorial. Quando raggiungo una certa maturità, aggiungo la mia competenza su Linkedin. Quest’ultimo step può sembrare infantile, ma segna un passaggio, un limite simbolico che ho oltrepassato.

L’apprendimento di una nuova competenza è — nel mio caso — l’azione più difficile perché va a scardinare ogni volta una serie di conoscenze acquisite, non più necessarie. E’ un processo forzoso perché mi costringe ad uscire dalla mia zona di comfort ogni 4 mesi circa. E’ un po’ come ripartire da zero. E questo può far male a chi ha dedicato la sua vita ad imparare una cosa. Questo approccio, però, mi porta ad essere duttile sui cambiamenti regalandomi un’agilità mentale che non avrei altrimenti.

Il terzo obiettivo, leggere più “classici” prima di morire, è quello più leggero. E meno pretenzioso. Scelgo quali sono i libri che leggerò. Suddivido le pagine in giorni e procedo. Sgarro, recupero o ritratto le giornate di lettura.

Item #4: organizzare la giornata

Non ho l’intera giornata a disposizione. Lavoro, come tutti. E non ho una vita da single. Dunque, come fare tutte queste cose? Sacrificandone alcune. La parola sacrificio non piace a nessuno. Ma scendere ad un compromesso per raggiungere i miei obiettivi, cambia il mio punto di vista. Quindi ho abolito la parola sacrificio, e l’ho sostituita con priorità.

Banfi in una scena dall’alto valore organizzativo

Ecco come organizzo:

Alzarsi prima
Mi alzo prima per avere più tempo. Prima che tutti si sveglino. Apro la mia app e faccio la mia lezione d’inglese. Colazione. Porto i cani fuori. Rientro e leggo 10 pagg del libro.

Meno TV
Ho ridotto sensibilmente le ore davanti alla TV. Penso che in media non superi l’ora al giorno, forse meno. Quando rientro, mi ritaglio il mio tempo per leggere gli argomenti utili per l’obiettivo.

Weekend
Nei weekend trovo sempre il tempo per migliorare le mie competenze tecniche con libri, video tutorial ed esercizi pratici. Non tutto il weekend, naturalmente.

La sera
Meno TV, d’accordo. Quando tutti sono a dormire, dedico altro tempo allo studio.

A letto
Il mio kindle mi aiuta nella lettura di 2 pagg., non di più, perché poi sprofondo nel sonno più indecoroso che ci sia.

Item #5: moderazione

Sgarro spesso, ma quello che mi differenzia sono gli obiettivi che ho sempre in mente. Sono sempre lì, rappresentano i miei traguardi. A volte li raggiungo, a volte no. Ma ce li ho. Possono apparire regole ferree, ma la disciplina è ancora l’unico baluardo contro l’accidia.


Cover Photo by Roman Mager on Unsplash



2 pensieri su “Cosa ho imparato quest’anno

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.