Perché dimentichiamo i libri che leggiamo

Pamela Paul, editor del New York Times, dimentica il contenuto dei libri che legge:

Ricordo dov’ero, ricordo il libro, l’oggetto fisico, ricordo l’edizione, la copertina; di solito, ricordo dove l’ho comprato o chi me l’ha dato. Quello che non ricordo — è terribile — è tutto il resto.

Su The Atlantic si tenta di dare una spiegazione a questa anomalia della memoria.

Consumare cultura — continua l’articolo — è come riempire una vasca da bagno: ci si mette in ammollo, ci si asciuga e poi si guarda l’acqua andar via giù per il tubo dopo aver tolto il tappo. La memoria ha una limitazione intrinseca: è un collo di bottiglia. E la “curva di dimenticanza” (termine molto figo!) dura 24 ore. Se non ci si ritorna su (con appunti, o con la mente) più volte, la maggior parte delle cose apprese va giù nel buco della vasca da bagno.

Il colpevole?
La colpa è di Internet (e ti pareva?): il richiamo della memoria, l’abilità spontanea di richiamare informazioni, è meno necessaria. Internet è lì, non scappa. Non occorre ricordarlo. Internet è una “memoria esternalizzata”. Mi ricordo quando gli insegnanti apostrofavano che la calcolatrice ci avrebbe fatto dimenticare le tabelline a memoria: vero.

Non è Internet il male. Lo stesso processo vale anche per un libro: perché ricordarne una citazione a memoria, se posso lasciare un segno nel libro e aprirlo quando voglio? Stesso discorso per un film che ho registrato.

Per esempio, guardare tutte le puntate di una serie tutte d’un fiato riduce la possibilità di ricordare molti particolari. Ma è anche come ci si approccia al contenuto: un conto è verificare su Wikipedia quando è nato Bruce Willis, un altro è studiare per una tesi o per un esame. Sono due approcci mnemonici diversi.

La soluzione?
L’unico modo per ricordare quello che si legge è distanziarne l’apprendimento. Centellinare. Richiamare alla mente un concetto, rafforza la memoria — conclude l’articolo.

Rincuorare
Non rattristarti, lettore amabile. E’ normale che non ricordi granchè dei sette volumi de le Recherche di Proust: siamo sicuri che le hai lette. Ti crediamo.

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