La grinta non è un dono

La grinta, questa sconosciuta

Ho letto diversi libri “motivazionali” e, se si è scaltri nella scelta dei titoli, ogni libro – al netto – indaga su un aspetto del carattere e ci aiuta a comprendere i punti forti e i punti deboli. 

Angela Duckworth ha scritto un libro non motivazionale con un titolo semplice: “Grinta”. E’ una psicologa e ha studiato (lo continua a fare, in verità) la grinta. Chi l’ha sempre avuta, e chi l’ha sviluppata negli anni.

[…] la grinta potete coltivarla. [..] Da solo, ciascuno può seguire il percorso  “da dentro a fuori”: coltivare i suoi interessi, prendere l’abitudine di alzare ogni giorno l’asticella, collegare il proprio lavoro a un qualche scopo che lo travalica. Imparare infine a sperare, quando tutto sembra perduto.

La grinta si può anche coltivarla dall’esterno. Genitori, allenatori, insegnati, consiglieri, superiori, amici: per sviluppare un atteggiamento grintoso, l’influenza degli altri è decisiva.

Duckworth ha passato i suoi anni a intervistare sportivi eccellenti, a fare esperimenti su campioni di persone, ha indagato scolaresche, uomini di successo cercando il leit motiv del loro successo: che non è solo economico, o legato alla fama (questo è un grande equivoco – a mio avviso – che investe tutti i libri “motivazionali”. Cioè, la mancata comprensione del significato del successo, perché nel sentire comune è solo legato ai soldi e alla fama: e chi legge pensa a quello e solo a quello). Ma questa è un’altra storia.

Il talento
Cos’è il talento? E quanto influisce sul risultato che un individuo vuole ottenere? Il talento, sostiene la Duckworth, esiste, ma contribuisce in minima parte al risultato finale. E’ una componente. Può anche non esserci. Perché le altre variabili “valgono doppio” e sono la perseveranza, l’impegno, la passione. Da qui un paio di piccole equazioni:

talento x impegno = abilità

abilità x impegno = risultato

Dalle sue interviste, studi, indagini e sondaggi ha compreso quanto sia importante l’impegno: con quale facilità vediamo il pianista Lang Lang suonare Mozart, Chopin o Listz. Una facilità (abilità) dettata dal talento moltiplicato dallimpegno.

Una buona notizia per chi l’aveva intuito da tempo e ha utilizzato l’impegno per raggiungere risultati. E’ cattiva notizia per chi giustifica i suoi insuccessi con la mancanza di talento o adducendo cause esterne (esogene) come la crisi, il contesto, ecc.

La ricchezza di questo testo è sulla quantità di esempi che non fanno altro che corroborare quelle che potrebbero essere formule di incoraggiamento. Uno studio metodico e schietto (l’aneddoto – nelle conclusioni – sulla figlia è davvero divertente).

Brava Gabriele Noferi per averlo tradotto per conto della Giunti. Libri che confermano quanto dice Roberto Re (e prima di lui Robbins, e compagnia degli Anelli): tutto quello di cui hai bisogno è dentro di te.

E con questa frase apocalittica-integrata-motivazionale-miraclemorning pappatevi questo video della Duckworth in cui parla della grinta, di che altro sennò?

Attivate i sottotitoli in italiano

Il podcast “Ep. 6– Grinta, Angela Duckworth” su Spreaker.

Se ti piace Youtube, ecco il canale “Letterando” con tutti i podcast.

Se, invece, sei un twitteriano inacidito e indefesso, questo è l’account Twitter di Letterando.

Il libro “Grinta” su Amazon (questo è un link di affiliazione: se acquisti il libro da questo link, racimolerò un paio di milioni di euro in bonus per acquistare altri maledetti libri): https://amzn.to/2L4zvH3

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