Il quantico che c’è in noi

La fisica dell’anima è un bestseller scritto da Fabio Marchesi. L’ho letto con molta attenzione perché l’autore non è un santone che parla con i morti, ma un ricercatore scientifico, uno scienziato – insomma – che parla di anima e di fisica quantistica.

Prima di acquistare il libro ho letto molto paratesto: suoi interventi su youtube (molti), articoli sul web, il suo sito personale. E la tipologia di corsi che conduce.

Marchesi si sofferma sull’Entanglement quantistico: un termine che riempie la bocca tanto è figo e che sta a significare che due particelle che interagiscono tra di loro mantengono questa interazione anche a distanze megagalattiche l’una dall’altra. Quando la prima particella si modifica, anche l’altra si comporta di conseguenza. E’ un fenomeno chiamato “azione fantasma a distanza”: un altro termine magico che rimpicciolisce Harry Potter. Insomma, ci troviamo di fronte ad un evento che non fu mai accettato da Einstein (mica bruscolini). Eppure recenti esperimenti sono prossimi a dare risultati entusiasmanti a proposito.

Dunque La fisica dell’anima, dando come postulato l‘entanglement, affronta una serie di argomenti atti a misurare la qualità dell’anima che è in ognuno di noi e come essa si evolva nel tempo racchiudendo l’universo dentro di sè.

E’ un testo di formazione che guida lo scettico (io, me) in un percorso astruso, all’inizio. Ma Marchesi è bravo a spiegare – attraverso capitoli sempre più complessi – quanto è importante questo fenomeno e perché non dobbiamo ignorarlo.

E faccio un parallelismo scoperto per caso. Durante le mie letture concorrenziali-contemporanee-alternate-caotiche mi è capitato a tiro Filosofia, il pensiero greco di Nicola Abbagnano (una collana venduta in edicola promossa dal Corriere della sera). Ebbene cito cosa scrive l’autore su Anassimandro:

Per primo egli chiamò la sostanza unica con il nome di principio (archè); e riconobbe tale principio non nell’acqua o nell’aria o in altro particolare elemento, ma nell’infinito (àpeiron) cioè nella quantità infinita della materia, dalla quale tutte le cose hanno origine e nella quale tutte le cose si dissolvono, quando è terminato il ciclo stabilito per esse da una legge necessaria.

Ora, se non si è letto il libro di Marchesi, non si può comprendere quanto questa definizione filosofica calzi a pennello sul concetto di anima, ma – seppur con parole diverse – il concetto coincide. Infatti Abbagnano sempre su Anassimandro scrive:

Ora la nascita è, come si è visto, la separazione degli esseri dalla sostanza infinita. […] Con la separazione dunque si determina la condizione propria degli esseri finiti: molteplici, diversi e contrastanti fra loro, perciò inevitabilmente destinati a scontare con la morte la loro stessa nascita a ritornare all’unità.

Smetto di citare perché ci sono anche le dottrine cosmologiche della scuola pitagorica che approfondiscono con efficacia e chiarezza il discorso di anima e che per nulla contrastano con la specifica e scientifica definizione legata alla meccanica quantistica. Davvero impressionante. Anzi no, cito ancora Abbagnano che parla questa volta di Anassagora:

«[…] Nessuna cosa nasce e nessuna perisce, ma ognuna si compone di cose già esistenti o si scompone in esse. […] Egli ritiene che tali elementi siano particelle invisibili che chiama semi. […] La prima caratteristica dei semi è la loro infinita divisibilità; la seconda caratteristica è la loro infinita aggregabilità.

E Marchesi vuole dirci, indirettamente (o forse direttamente) che niente di quello che c’è dentro di noi è perso: tutto ritorna all’unità. E lo scrive con entusiasmo (è fondatore dell’Entusiasmologia, un suo neologismo): un entusiasmo scientifico, pacato, non miracoloso ascetico, ma ponderato, razionale e schietto. Questa pacatezza è stata garanzia di lettura fino alla fine. E questo parallelismo con la filosofia greca mi ha aiutato a digerire lo scetticismo che sulla mia spalla sinistra diceva: «aho, chiudi ‘sto libro pieno di fregnacce». Invece no, il buon Marchesi, con l’aiuto inconsapevole di Abbagnano entra in un mondo appannaggio dei miracolati-paraqualcosa con rigore e scientificità. E che l’entanglement sia con te!

Qui Marchesi parla alle Nazioni Unite

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