Libri che parlano di Libri

Gli affetti da patologia libresca si trovano, spesso, a contatto con creature strane come i libri che parlano di libri. Io ne faccio parte, manco a dirlo.

Io, e sono dunque sicuro di non essere l’unico, godo nel leggere le magnificenze di questo o quel libro raccontate da un altro, ancor più se a scriverlo è uno scrittore. Ma quanto sguazzo in questo piacere cioccolatoso, non avete idea; sono dunque qui a spiaccicare su questo post un bel po’ di libri che parlano di libri che ho letto. In ordine non premeditato, ovvio.

bloom-comesieggeunlibroCome si legge un libro, Harold Bloom

“Leggere bene è uno dei grandi piaceri che la solitudine può concederci, perché, almeno secondo la mia esperienza, è il più terapeutico dei piaceri.”, questo è scritto in quarta di copertina e ne racchiude la sintesi. Come ne “Il canone occidentale” (ne parleremo poi) il critico Bloom ci indica cosa e perché leggere Stendhal, Cechov, Melville, Dickens, Proust, Hemingway, Nabokov e altri. Il perché è la domanda guida di questo testo che è un po’ fa il verso a suo cugino “il canone occidentale”. Bloom è stato contestato, perché nelle sue scelte esclude grandi nomi, del resto chi non lo fa?


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Di chi è questa storia?, Eleonora Benecchi

Questa è una novità editoriale davvero goduriosa perché affronta la nuova narrazione di questo secolo. I fandom, cioè le community di appassionati di questo o quel libro (Harry Potter, tanto per citarne uno semisconosciuto), che adorano manipolarne la storia, creare sovrastrutture e sottostrutture, alterano la trama, ne arricchiscono la fruizione con addon di diversa natura. L’autrice ne racconta l’evoluzione ed entra nei meandri di questa (sotto)cultura molto interessante.


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Guida alla lettura, Giorgio De Rienzo

Anche questo libro, come quello di Bloom, affronta i superclassici. Può essere un’alternativa a quello di Bloom se proprio non si sopporta la perentorietà di Bloom (quanto è perentorio!). Il sottotitolo di questo è, infatti, come leggere un classico.


imparare a scrivere con i grandi

Imparare a scrivere con i grandi, Guido Conti

Questo libro è intrigante davvero. Se poi sei un provetto scrittore, è puro piacere. Conti entra nel dettaglio, analizza gli incipit, le metodologie dei grandi scrittori. Con questo testo plachi il tuo bollore libresco. E risparmi un sacco di soldi in corsi di scrittura creativa. Poi questa edizione della BUR ha i contorni arrotondati e quanto mi piace? Assai.


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Lezioni di Letteratura, Vladimir Nabokov

Me lo sono fatto regalare per il mio compleanno. Sono le lezioni del maestro che – come una spada – ti infilzano il cuore di classici analizzati da lui, sì da lui. Leggi questo libro e sei di colpo suo studente, tra i banchi. Lui al centro dell’aula universitaria che ti fa godere. Questo è un must, come quelli di Bloom. Poi sei libero di leggerti quello che vuoi, ma sei sei affetto dalla patologia di cui sopra questa è droga.


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Perché leggere i classici, Italo Calvino

Calvino è uno di quegli autori che ogni libreria casalinga dovrebbe avere, come la Bibbia sul comodino. E questo testo, insieme alle lezioni americane, è un supermustone (si può dire, si può dire). Anche qui sono affrontati i classici, ma alla maniera di Calvino: leggerezza, leggerezza e… leggerezza, proprio come Bloom 😉

Leggerlo è un dono che si fa a se stessi, a patto però di prendere in mano i classiconi e rileggerli.


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Il canone occidentale, Harold Bloom

Ma guardatela questa copertina. Quell’indice alzato è il riassunto del libro. E l’articolo “il” ne racchiude la maestosità della critica bloomiana (o bloomesca). Roba da pugno nello stomaco. Come leggere la Divina Commedia, Guerra e Pace e Infinite Jest in sequenza. Non per la lunghezza, ma per strabuzzare gli occhi ed essere presi a schiaffi. Quando penso al Canone, mi viene in mente il Bolero di Ravel.


Perché scrivere?, Philip Roth

E’ una raccolta di testi critici scritti dall’autore. Ne fa un’ampia recensione Nicola Gardini per ilSole24ore. Siamo di fronte ad uno dei narratori più potenti del XXI secolo. Senza timore di essere smentiti.


Leggere Lolita a Teheran, Azar Nafisi

Un’omaggio alla letteratura mondiale, ricco di citazioni in un contesto geo-socio-politico anomalo rispetto a quello a cui siamo abituati, noi occidentali. Una lettura intensa. Per palati ultrafini.


Ne ho letti altri e ne continuerò a leggere. Se mi sono perso altri mattoni, segnalameli please. Ne ho bisogno. Ne sono sempre a caccia. Non sono mai abbastanza per me. Qui sotto troverai i link di affiliazione Amazon che mi faranno diventare ricco fra 27,5 anni.


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