Rumore bianco, Don Delillo

 

rumore-bianco-don-delilloRumore Bianco è un libro sulle nevrosi della famiglia americana media. I personaggi sono rannicchiati nel loro mondo: lui ha una cattedra di studi hitleriani, lei ipocondriaca.

Poi accade che una nube tossica imperversa sulla città e la famiglia è costretta fuggire e DeLillo ne racconta il viaggio, in auto (quasi sempre). Un viaggio dal sapore irreale, come sospeso, denso di riflessioni. Una riflessione sulla morte, che incombe.

Che cos’è il rumore bianco? E’ un rumore costante che fluttua su tutto lo spettro di frequenze. Ok, non è chiaro. Immaginiamolo come una grande onda che va su è giù all’interno di un contenitore. Te lo faccio sentire:

Il rumore bianco è anche utilizzato per rilassarsi. Io, forse perché ho a che fare con la musica, lo trovo inquietante.

E allora questo rumore pervade l’intero libro. Ed è un crescendo. Verso la fine è tutto ovattato, offuscato da questo rumore. Non c’è più senso: gli eventi materiali, l’università, il terreno viene coperto da questo rumore, come glutine sui villi intestinali. 

Ascolta cosa dice Jack, il professore di studi hitleriani, terrorizzato dal tedesco, pagina 39:

Non lo parlavo e non lo leggevo, non lo capivo e non sapevo neanche da che parte cominciare per mettere su carta la frase più elementare. I più scarsi fra i miei colleghi in Hitler lo sapevano un po’, altro o lo parlavano bene o sapevano usarlo in maniera ragionevole a fini di conversazione. Nessuno poteva specializzarsi in studi hitleriani, al College-on-the-Hill, senza un minimo di un anno di tedesco. In breve: vivevo ai margini di un territorio di ampia vergogna.

E’ ormai conosciuto nell’ambiente universitario, le sue lezioni sono seguite eppure ha ancora questo gap. Va a lezione, ma chiede al suo insegnante di privato di non dire nulla di queste lezioni. E beh, c’è la vergogna: un esperto in storia tedesca che non sa il

dondelillo

Don DeLillo, naturalmente

tedesco. Una colpa “deontologica” se vogliamo che non è poi così lontana dalle storie presenti. Quante volte abbiamo avuto a che fare con sedicenti professionisti? E quanto i social hanno amplificato la superficialità dilagante?

Torniamo al romanzo.
Ad un certo punto una nube tossica avanza verso la città. La famiglia è costretta a fuggire, come dicevo. Poi si ritrovano in un grande ambiente, tutti ammucchiati, famiglie su famiglie. E c’è un dialogo tra Babette, la moglie e Jack, pagina 195:

– Quest’ultima voce non mi piace, – disse.

– Troppo tirata per i capelli? Non credi che ci sia modo che un mucchio di microrganismi possa penetrare a colpi di denti nell’evento tossico?

– Credo che ci siano tutte le possibilità di questo mondo. Non dubito neanche per un istante che abbiano lì nelle scatole questi microrganismi imballati nella plastica a bolle, come i ricambi delle penne a sfera. E’ proprio questo che mi preoccupa.

– L’esistenza in sé di organismi fatti su misura.

– L’idea in sé, l’esistenza in sé , il mirabile ingegno. Da una parte non c’è dubbio che l’ammiro. Soltanto pensare che c’è gente che sa realizzare marchingegni simili. Un microbo che mangia le nuvole, o comunque sia. Non c’è fine alle sorprese. Le possibilità di stupirsi rimaste in questo mondo sono ormai microscopiche. Ma con questo posso conviverci. A spaventarmi è invece il problema se ci avranno pensato a fondo.

– Senti un vago presentimento? – chiesi.

– Sento che stanno agendo sulla parte superstiziosa della mia natura. Ogni passo in avanti è peggiore del precedente perché mi fa ancora più paura.

– Paura di che cosa?

– Del cielo, della terra, non so.

– Più grande è il progresso scientifico, più primitiva la paura.

– Come mai? – chiese lei.

Boh, mi sono fissato su questa frase: . Il costante progresso tecnologico è eccitante, ma se spegniamo le luci è inquietante che si sia arrivati a questo.

Ok, tempo di conclusioni: DeLillo è celeberrimo per il suo supermegamattone “UnderWorld”. Ne parlerò a breve. Ma Rumore Bianco può essere un buon inizio per approcciarsi a questo autore epico; è lacerante con le sue riflessioni sulla morte: argomento che tutti evitano, come da alcuni personaggi del libro, ma che affrontarlo a testa alta ci fa comprendere da subito quanto la vita sia un allucinante caso capitato proprio a noi.

Il podcastEp. 02 – Rumore Bianco, Don DeLillo” su Spreaker.

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